Accorgersene prima: a cosa serve un alert
Una piattaforma di monitoraggio che non avvisa nessuno è un archivio.
Raccogliere i dati è la metà facile. La metà che conta è che qualcuno se ne accorga in tempo — e «qualcuno» non può essere una persona che ogni lunedì apre venti schermate per controllare se è cambiato qualcosa.
Un alert serve se qualcuno lo può disattivare
Sembra un paradosso, ma è così: se gli avvisi non si possono regolare, dopo due settimane vengono ignorati tutti, compresi quelli importanti. Meglio pochi avvisi, configurabili, che una pioggia di notifiche.
Le soglie si decidono insieme
Quale scostamento è un problema? Quanti giorni di ritardo sono accettabili? Sono domande da fare all'inizio, e le risposte cambiano da servizio a servizio. È anche il momento in cui si capisce se le due parti hanno la stessa idea del contratto.
Il cruscotto non è l'obiettivo
Un cruscotto ben fatto serve a rispondere in fretta a tre o quattro domande ricorrenti, non a far vedere tutti i numeri che esistono. Se qualcuno lo guarda una volta e poi mai più, era decorazione.
